L’anima dei territori ospitali

Lunedì 23 aprile alle 09:20 sarò al Parco delle Terme di Levico per l’incontro di Ospitalia e parlerò di cultura dell’ospitalità, di turismo, di consapevolezza e di una gestione aziendale volta al bene comune, al bene di tutti.

Qui il programma dei tre giorni: Ospitalia 22-23-24 aprile

0026_La Perla - Marzo 2018-18

 

Perchè lui è Bob Dylan

Le nove e un minuto. Si abbassano le luci. Non è questo né il momento né il posto per i ritardatari. Un brivido mi sale lungo la schiena. È lui: i passi sono incerti, lentamente si gira verso il pubblico; mi sembra abbozzi un sorriso. Si siede dietro al grande pianoforte nero, quasi volesse nascondersi. Esordisce con ‘I tempi stanno cambiando’, con quel suo modo di fare da antidivo e al tempo stesso da inarrivabile star, con quella sua presunta timidezza che si mischia a una presunta altezzosità: questo è sempre stato il carattere del menestrello di Duluth. Per certi versi sembra che i tempi per lui non stiano cambiando. Bobby non si presenta a Stoccolma a ritirare il Nobel a causa di ‘impegni precedenti’; Bobby riceve la ‘Medal of Freedom’ da Obama, contraccambiando il gesto con una pacca sulla spalla: al Presidente degli Stati Uniti d’America! Bobby si presta a una pubblicità di intimo femminile, ed è ancora Bobby che si mette personalmente al volante di un’auto da reclamizzare. Perché lo fa? Servile dedizione alle mode? Per soldi? Macché. Discorsi inutili: lui è Bob Dylan.

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L’albergo che vorrei

Hotel La Perla collaboratori

Mi dia i documenti”. No, non siamo appena stati fermati da una pattuglia della Volante. Abbiamo solo varcato la soglia di un albergo in Italia. Il documento la mia signora ce l’ha nella borsetta che è ancora in auto. Mi sento in colpa, non mi arresteranno mica? “Ha fatto buon viaggio?” me lo dicono tre volte, in rapida successione, come degli automi. È stata una giornata di traffico da bollino rosso, ed è come chiedere se ha dormito bene a una persona che fa il turno di notte.
Nell’albergo che vorrei non esiste nessun bancone tra me e chi mi accoglie. Quello che vorrei è un bicchiere d’acqua fresca all’arrivo, magari profumata con una scorza di limone o con un pino mugo. E non vorrei firmare niente, vorrei solo guardarmi intorno e godere dell’inizio del mio soggiorno.

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La 32. Maratona dles Dolomites

18.03.22_TechnogymMilano_Cracco e MichilDopo amur sarà ecuiliber, equilibrio in lingua ladina, il tema della Maratona dles Dolomites 2018, in programma il 1° luglio, presentata nei giorni scorsi a Milano. Anche se la parola più pronunciata nel corso della presentazione della 32ª edizione, a Milano, è stata un’altra: sostenibilità. Il progetto, infatti, è quello di trasformarlo in un evento a zero emissioni.

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Touristification?

hotel abbandonato touristification
David Morell

7,4 milioni gli arrivi e 32,4 milioni i pernottamenti in Alto Adige-Südtirol nel 2017, nel 2007 i pernottamenti erano ancora 27,4 milioni. Boom di strutture alberghiere e posti letto dal 2016: ora sono 20,4 letti per km quadrato contro i 15,9 del Trentino e i 16,0 del Tirolo, 260mila metri cubi di nuova volumetria e la crescita compulsiva continua (www.salto.bz). Quali sono i limiti?

Venezia, stop a nuovi alberghi e B&B 
Barcelona unveils new law to keep tourists away

Più infrastruttura non significa più qualità. La qualità non si misura in termini di ampiezza e di mega-spa. Qualità è una continua ricerca del giusto. A cosa giova parlare di etica nel turismo? Il sociologo Ulrich Beck trent’anni fa diceva: “oggi l’etica ha il ruolo che avrebbero i freni di una bicicletta montati su un jumbo jet”. Turismo è accoglienza, non un “Fremdenverkehr” –  traffico di stranieri – e l’ospite non è un portafogli. L’accoglienza va oltre l’ospitalità e oltre l’abbaglio dell’occupazione massima. Proviamoci.

 

 

Meglio femminista che non-femminista

Egon_Schiele_069Amo le donne. E sono femminista. Potrei anche dirvi di come non sopporto il sessismo, il maschilismo, la violenza. E forse non basta per dichiararsi femminista. Ma una cosa so: per me è liberatorio saperlo. Non sarò un buon femminista, almeno per quanto riguarda certi parametri del femminismo più convenzionale, ma è sempre meglio che essere un non-femminista. E non sono uno arrabbiato, come vorrebbe un certo luogo comune delle femministe. Potrei dirvi di più ancora di me, ma non di me voglio parlare, ma di loro, delle donne: di questo meraviglioso, per noi uomini incomprensibile, universo. Maledetti noi a non avere mai dato e a non dare ancora sufficiente importanza alle donne.  Ignoranti noi uomini a governare – male – il mondo. Ci fossero loro, ci fossero state loro, le donne a reggere le redini del nostro martoriato pianeta, le cose sarebbero andate diversamente. Diversamente significa decisamente meglio. Meglio significa che alle donne non si insegna solo ad essere gentili, carine e a modo. Questo nostro nauseabondo mondo maschilista che ripete da secoli che le donne devono essere ambiziose, ma mica troppo. Puntare al successo, ma non troppo, loro, cioè noi maschi potremmo spaventarci. Guai voi a essere troppo maschie, potremmo sentirci depauperati della nostra mascolinità.

Di certo non siamo stati noi uomini a dar loro gli spazi che meritano. Se li sono presi a suon di carta, penna e ribellione: è nella letteratura che le donne inglesi sono emerse, al punto di essere finalmente considerate dalla società in mano a club maschili. Penso a Virginia Woolf, alle suffragette, chiamate così perché lottarono per ottenere il suffragio universale. Del resto, è solo nella parità dei diritti che una civiltà può dirsi tale.

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Venerdì sera a Riva del Garda

“Per me il paesaggio è prima di tutto una grande offerta, un immenso donativo che corrisponde all’ampiezza dell’orizzonte, è come il respiro stesso della presenza della psiche che imploderebbe in se stessa se non avesse questo riscontro.”
Sono parole del poeta Zanzotto, un uomo grande e generoso per i versi che ci ha offerto. Sono parole che dovrebbero essere spiegate a scuola, in ore dedicate allo studio dell’ecologia e del rispetto di quello che abbiamo intorno. Solo così potremmo ambire ad avere nuove generazioni più sensibili delle nostre.

Locandina serata 9 marzo

Elezioni

Chi non votare lo so benissimo; è il resto che è complicato. Una vera sinistra in Italia è necessaria.  sogno una sinistra moderna, una sinistra che si fa capire, una sinistra che non continua a voltarsi. E allora voterò i verdi e per sempre.
In un paese di destra becera come è diventata, o forse è sempre stata l’Italia, garantire una presenza forte in Parlamento a chi si richiama a valori veri, umani, è indispensabile.
Non voterò mai la stella alpina, voglio più sensibilità ambientale.

regionale

collegio uninominale

Wen ich nicht wählen werde

Ich werde nicht wählen, wer in seinem (ohnehin nicht vorhandenen) Programm Bauamnestien und Flat Taxes verspricht und damit verständnisvoll denen zuzwinkert, die Steuern hinterziehen und illegal bauen. Dieser Mann tritt jetzt schon zum siebten Mal an, es reicht. Ich werde nicht wählen, wer mit den Schultern zuckt, wenn er hört, dass in unserem Land in jeder einzelnen Sekunde drei Quadratmeter Land zubetoniert werden. In den letzten drei Jahrzehnten wurden jedes Jahr zehn Kilometer Küste vom Bauwahn verschlungen, und der Staat hat ein Dreifaches seiner durch die Bauamnestien erzielten Einnahmen dafür ausgegeben, die von den illegalen Bauten zugestellten Gebiete zu urbanisieren. Schluss mit dem illegalen Beton! Oh Bel Paese, wo wirst du nur enden? Und ihr, meine lieben Nachbarn und Mitbürger, wollt ihr wirklich wieder diese Gestalten ins Parlament schicken, die uns ruinieren? Ich werde nicht wählen, wer illegales Bauen als Notwendigkeit hinstellt. Die einzige Notwendigkeit bei uns ist, dass endlich von der Bildfläche verschwindet, wer die Macht durch Lügen, Illusionen und falsche Versprechungen zu erlangen versucht.

elezioniUnd Schluss mit den Unwahrheiten rund um ein unhaltbares Wachstum. Schluss mit den Wunden, die wir der Erde zufügen, mit Glyphosat-Äpfeln und ungarischem Speck, Schluss mit Monsanto und respektlosen Weltkonzernen, mit Turbo-Landwirten und mit Leuten, die nicht verstehen, dass über 30 Millionen Übernachtungen in Südtirol-Alto Adige auch mal genug sein können. Oder 60.000 Gästebetten im Fassatal. Nein, ich werde nicht wählen, wem nicht das Wohlergehen unserer Täler, unserer Pässe, unserer Landschaften, unserer MutterVater Erde am Herzen liegt. Das Wohlergehen dieses Landes, das erst durch Minen und Kanonenkugeln beschädigt wurde und dann unterworfen, beleidigt und vergewaltigt. Dieses Land, das für uns alle da ist. Das einzige, das wir haben. Und apropos Krieg: Wer den glorifiziert, ist ein Feigling, der auf einen Krieg unter den Armen spekuliert, die als Migranten zu uns kommen, und den „reinen“ Italienern, die schon hier sind. Ich werde nicht wählen, wer von Rassen spricht und von „echten“ Lombarden und Venetern und Ladinern. Wirklich echt ist nur die weit verbreitete Ahnungslosigkeit. Und daher wähle ich nicht, wer beleidigt und respektlos ist, wer hetzt und nicht zuhört, wer dem Nächsten ins Wort fällt und wer nicht einmal weiß, was gutes Benehmen überhaupt bedeutet. Der Vorsitzenden von Fratelli D’Italia ziehe ich eine afrikanische Schwester vor. Und nicht nur, weil ich Feminist bin. Continua a leggere “Wen ich nicht wählen werde”

Cena “stellata” vegetariana: manca poco

cena vegetariana all'hotel La Perla

Alto Adige, 27/02/2018
www.joia.it