WOZ UNESCO?

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E’ arrivata L’UNESCO ! Anche le Dolomiti sono cadute nella sua rete e si possono fregiare dell’ ambito riconoscimento che non vuol dire proprio nulla. E i motivi sono innumerevoli. Ne cito intanto uno: gli abitanti delle valli dolomitiche tutto vogliono tranne che condividere con dei forestieri la proprietà della loro amata terra: che sia la heimat sudtirolese, la “tera ladina” per i ladini o la “casa nostra” per tutti gli altri.
Ma ve lo vedete un nigeriano, o un piemontese, che arriva qui a reclamare parte del suo Patrimonio?
Il Patrimonio Naturale dell’ Umanità va tenuto stretto e venduto a caro prezzo, e poi ognuno torni a casa sua.
Il riconoscimento dell’ UNESCO può fare arrivare ulteriori turisti nelle Dolomiti, ma non sono già abbastanza così? I Parchi naturali resteranno parchi, le piste da sci anche e semmai si amplierà la ricettività di qualche hotel per accogliere i turisti in più.
Vedo sempre più motociclisti scorazzare su e giù per le tortuose e ben asfaltate strade dei passi più celebri. Gli Hotel li ospitano volentieri e gli offrono gratis il garage e altro perché quelli sono clienti che bevono e mangiano tantissimo. Avete visto che panze che hanno sotto alle tute di pelle? Il gesto più sportivo che fanno dopo quello di ruotare il polso destro per accelerare è quello di accendersi una sigaretta mentre bevono una birra. Sono anche la delizia dei meccanici e del soccorso stradale perché si schiantano volentieri nel pomeriggio. Ne arrivano di scientifici con le moto sul carrello a cui –visto con i miei occhi- tolgono il silenziatore e viaaaaa. Intanto, sui passi, qua e là, sparuti cartelli lava-coscienza portano scritto il numero 60 cerchiato di rosso per indicare la velocità massima ma non avviene mai nessun controllo tipo Polizia o Carabinieri per non molestare il business di fondovalle.
The show must go on, è il credo imperante, e guai a metterci un granello di sabbia perché gli ingranaggi si potrebbero incrinare.
Non parliamo, poi, delle manifestazioni motoristiche a 3, 4 e anche più ruote. Certi giorni estivi pare che ogni idiota del mondo che possegga un mezzo a motore di una certa potenza e rumorosità lo debba impiegare su queste strade.  E poi in inverno ci sono le motoslitte, gli elicotteri, i gatti delle nevi, mica avevo finito, e gli immancabili SUV. Qualcuno riderà.
Se mi metto nei panni di un turista normale, sogno le Dolomiti come un luogo dove la natura si impone sul consumismo esasperato e sul rumore, sull’ arroganza di chi fa la voce grossa solo perché guida un mezzo potente o veste griffato. E invece no! Le Dolomiti sono sempre più piene di questi elementi “tutti chiacchiere e distintivo” che la patacca dell’ UNESCO richiamerà in maggiore quantità per la gioia di chi inconsapevolmente sta trasformando le valli in luoghi sempre più simili alle città.
E, i turisti, è proprio dalle città che scappano.
Auspico che, prima di tutti, gli operatori turistici delle Dolomiti, cogliendo questa occasione, imparino il vero significato dei propositi UNESCO, al fine di essere consapevoli difensori del tesoro naturalistico, culturale e umano che rappresentano anzitutto per gli stessi abitanti e per il mondo intero.

ALP dicembre 2009 Vivalda Editori

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