Bel Paese abusivo

Ecomostro-AlimuriQuesta è un’estate rovente, in tutti i sensi. Bruciano ettari di territorio, vengono giù le case e le macerie di un anno fa di Amatrice sono ancora lì, in bella mostra. Per di più, in un momento in cui l’acqua scarseggia, a Roma la si trova per spararla su dei poveri cristi. Per non parlare dell’attacco alle Ong che lavorano in acque torbide e senza dimenticare quello che sta facendo Trump, autentico nemico pubblico numero uno. I politici nostrani parlano, parlano e dicono sempre le stesse cose e la micidiale complicità tra eletti ed elettori, che è la vera rovina del nostro paese e del Sud in particolare, emerge in ogni dove. A volte in me fiorisce un senso di sfiducia che non voglio, che non mi appartiene e allora mi aggrappo, come un free climber esperto, a ogni appiglio possibile. Un vecchio pezzo di Frank Zappa, una rispolverata di Thoreau, una corsa verso il Col Alt, un sorriso della e delle persone amate. E, a proposito di persone, un plauso va all’ex sindaco di Licata Angelo Cambiano, classico eroe civile di un’Italia incivile. Lui che voleva abbattere abusivismi e ingiustizie è stato fatto fuori, per ora solo dal consiglio comunale. Se avesse potuto continuare la sua opera, lo avrebbero fatto fuori fisicamente. Questa è di fatto il Bel Paese, quella che in un’isola popolata da sessantamila abitanti si mette in bella mostra con la richiesta di venticinquemila condoni edilizi. E quando arriva una non terribile scossa di terremoto, ecco che quelle case di cartapesta vengono giù, ecco che le lacrime scorrono per vittime che potevano non esserlo. Del resto viviamo in un Paese a forte rischio sismico e che ha il cinquanta per cento delle case fuori norma, e molte di più al Sud, come fuori norma lo sono tutte le costruzioni abusive che sono disseminate a migliaia nella nostra penisola. Senza dimenticare che all’abusivismo corrisponde l’evasione fiscale, la mala gestione del territorio, l’inquinamento spicciolo che parte dalle fognature inesistenti per arrivare alla distruzione della bellezza del suolo in cui viviamo. Una zona grigia in cui mafia, interessi personali e di gruppi di potere e politica convivono in perfetta armonia. Il nostro dramma non si chiama terremoto, bensì abusivismo, ipocrisia, criminalità, condono, pietismo accompagnati da slogan elettorali sempre e comunque. A proposito di slogan: è possibile che ogni cosa che accada venga strumentalizzata in un modo o nell’altro per cercare e ottenere consensi? Quando sento parlare di “abusivismo di necessità” rabbrividisco. È così che pensiamo di costruire il nostro futuro? Con questa becera miopia che puzza di discriminazione, affarismo, intolleranza e pochezza culturale? E da noi qui, le cose vanno meglio? Sì, certo, ma se pensiamo che il nostro Südtirol Alto Adige sia immacolato ci sbagliamo di grosso. Da un punto di vista turistico siamo bravi a dire le bugie: natura incontaminata? Autenticità? Paesaggio unico? Frottole! Quel che conta sono i numeri, 30 milioni di pernottamenti e tutti contenti. E poi pazienza se le leggi urbanistiche fanno acqua da tutte le parti. Spero solo che le nuove generazioni possano essere migliori della nostra, e che sappiano non condonare lo spreco e la mala gestione della cosa pubblica, per donare una nuova luce al mondo che verrà. Forza ragazzi!

michil costa
Alto Adige, 01/09/2017 

Alto Adige

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.