22 Febbraio 2019

Homo est brutum bestiale

Di michilcosta

Homo est brutum bestiale. A volte ho l’impressione che la la mentalità moderna abbia guadagnato in consapevolezza nella convinzione di avere perso la propria sicurezza e la propria certezza nell’aver fatto un passo in avanti rispetto alle brutalità passate. La situazione politica non è buona, ed è terribile un presidente degli Stati Uniti d’America che twitta “riscaldamento globale dove sei?” scherzando a cuor leggero sulle temperature glaciali nel suo Paese. Quei tweet, oltre a lanciare pessimi messaggi, sono chiaramente una forma di nichilismo. Forse è venuto il momento di ripensare qualche concetto politico, forse il Presidente potrebbe leggere qualche testo che risale all’antichità. Anche se dubito che Platone possa essergli di qualche aiuto.

Nel nostro piccolo, basterebbe pensare a un Alcide de Gasperi –anche se è pur vero che i ladini per lui erano minoranza italiana- che appena finita la guerra, con la povera Italia distrutta e prostrata grazie alle gesta di uno dei tanti tragici buffoni che affliggono la storia, nel ‘46 a Parigi disse “tutto tranne la vostra personale cortesia è contro di me” e con la sua onestà ci fece compiere il primo passo per il ritorno al consesso civile. E ora? I vertici della politica, non solo nostrana, potrebbero prendere qualche spunto dalla storia, anche se oggi diventa difficile dare qualche umile consiglio a chi governa con l’etica dello sfascio e non vede l’ora di togliere quella esse iniziale. Attenzione, non si vuole fare della facile ironia, il pericolo non è affatto da sottovalutare. Lo si vede anche a livello provinciale: cos’è che impedisce, ad esempio, di trovare un’alleanza con gli ambientalisti? La becera volontà di continuare a coltivare i propri interessi a dispetto di una visione comune che contempli anche una visione del futuro. Che fare? Ci vorrebbe Kallipolis, la città ideale governata dai filosofi immaginata da Platone nella “Repubblica” per il perseguimento dell’ordinamento statale migliore. Ma è lo stesso Platone a teorizzare che la stessa città è destinata a trasformarsi in timocrazia, nel “governo dei guardiani”, uomini rozzi che guadagnano il potere conquistando con la forza il cosiddetto onore. Perché alla fin fine i cittadini stessi sono inclini al malcostume, e la politica si lascia influenzare da chi crede che esistano le razze.

Sono preoccupato, e vivere in un Südtirol con contaminazione leghista che non ama certo l’Europa mi rattrista. Ma lo sviluppo della nostra provincia-regione è connesso fortemente con quel che diventerà l’Europa. Se la UE dirà sì all’integrazione, a una cultura comune, allora potremmo avere una chance. Continuo a rileggere gli antichi saggi e vi trovo i pensieri più moderni. Nella lettura dei classici vi è la scoperta di un pensiero atemporale che coglie i lati nascosti dell’animo umano, nel bene e nel male. È la storia che ci insegna che in un regime dove vige una democrazia demagogica, anziché guidare le masse ne cavalca l’onda, plaude ai desideri irrazionali, rinforza le pulsioni occasionali, non contrappone pensieri nobili a quelli intuitivi, non offre aiuto ai disgraziati in mare, eleva gli istinti peggiori. Il motivo è quello di continuare a usare il potere per i propri porci comodi; una situazione, quella attuale, che ha una straordinaria potenza conformante e omologante e che rende difficile proporre e praticare alternative di sistema. Mi manca un pensiero verso l’alto e verso l’altro.

Dobbiamo impegnarci a ripensare a una corretta teoria, esercitandoci in una buona filosofia, ed è straordinariamente importante perché è la condizione necessaria e sufficiente per realizzare il bene nella vita pubblica e privata.

Alto Adige, 17/02/2019

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