1 Aprile 2020

La filosofia non salverà il mondo, però ci potrebbe dare un mano

Di michilcosta

Sono un privilegiato, posso scrivere.

Scrivere, avendo prima riflettuto, ci obbliga a uno sforzo di apertura mentale. Scrivendo possiamo conquistare il già detto, riunire ciò che abbiamo ascoltato e letto, riflettere per plasmarci in un’apertura volta a “diventare la migliore versione di se stessi”, come dice Aristotele.

La filosofia antica è conversione, una ri-modulazione della maniera di essere e del modo di vivere, ricerca della saggezza. Agire secondo la filosofia antica presuppone uno sforzo gigantesco: vivere secondo precetti ben definiti. È un appello all’esistenza, un invito a ri-trasformare se stessi. Non basta capire, bisogna anche comprendere. Il vivere filosofico è un atto unico che consiste nel vivere la logica, la fisica, l’etica. Come diceva Pirrone: è difficile “spogliarsi dell’uomo”, ma se riuscissimo a liberarci dall’individualità, concentrandoci sull’universalità del pensiero, allora sì che potremmo dimostrare grandezza d’animo!

Le preoccupanti situazioni che si sono create negli ultimi tempi potrebbero essere gestite molto meglio se l’uomo avesse la determinazione ad agire verso un impegno comunitario, con tutte le sofferenze e le disperazioni del caso, lasciando perdere quelle sciocche teorie new-age che invitano a trovare la propria gioia esclusivamente nell’egoistico io. Tenendo in mente alcune regole, anche se difficilissime e rare, dal rispetto alla generosità, dall’essere gentili alla compassione, riusciremmo non solo ad avere una visione globale, ma anche a trasformare lo stato delle cose attraverso un’opera filosofica, che è sempre implicitamente un dialogo volto a formare e non a informare.*

Le immigrazioni vissute come fastidio e strumentalizzate come paura, hanno portato intere comunità a diffidare dell’altro scaricandogli addosso colpe non sue. È colpa dei siriani se Putin ed Erdogan giocano sulla pelle di milioni di esseri umani con un cinismo folle e l’Europa sta a guardare senza battere ciglio? Ora però la gravità della situazione ci mette in un angolo, dobbiamo cambiare. Ci vuole una strategia europea, che non può non essere l’emissione di Eurobonds come strumento per raggiungere obiettivi comuni. Un segno di solidarietà ma anche l’avvio della politica economica e della fiscalità a livello europeo che ancora non esistono. L’Europa politica deve partire dai fatti, non da mere teorie.** Dall’Europa politica a un mondo politico, per contrastare i cambiamenti climatici che ancora viviamo con diffidenza, come se non volessimo vedere ciò che ci sta intorno.

Il bacillo globale è un segnale chiaro che dovrebbe far riflettere sulla nostra fragilità, noi predatori di natura e schiavi di un capitalismo indecente che ci sta portando alla rovina. Viziati da una febbre di consumo esasperato, saremo pronti ora a ridimensionare il nostro concetto di infallibilità e il nostro atteggiamento di superiorità nei confronti della natura? Non bastano un po’ di nobili pensieri, non basta una nuvola-idea, dobbiamo rivedere i nostri modi di vita. La salvezza del pianeta deve diventare socialmente desiderabile, come predicava nel deserto Alexander Langer più di vent’anni fa; ma siamo ancora in grado di ragionare in termini di socialità?

L’esperienza del virus che stiamo vivendo, può indicarci una via che è necessaria per orientarci. Trattare la vita con gentilezza può essere una scelta del buon senso, senza porre l’asticella sempre più in alto, senza vivere di desideri continui, ma semplicemente vigilando sul nostro cuore. In questo senso la strada è tutta in salita. L’essere umano però ha in sé questo fremito infinito di vitalità: ha la capacità di re-inventarsi. La saggezza è un percorso obbligato se non vogliamo soccombere. Ce la possiamo fare, e lo diceva anche Bruce Lee: Action!

Tutti possiamo e dobbiamo diventare filosofi, liberandoci tanto dalla preoccupazione per il futuro quanto dal peso del passato, per concentrarsi sul momento presente, sia per goderne, che per agire in esso. Il progresso spirituale è nella filosofia antica. Per tutte le scuole filosofiche, la principale causa di sofferenza è lo scompiglio che passioni e desideri disordinati e insoddisfatti generano. Fermandoci a riflessioni superficiali non facciamo altro che creare vortici di paure ancestrali sotto un cielo di stelle spente. La filosofia antica invece, ci insegna a coltivare coltivandoci con coerenza, perché come diceva Marco Aurelio: se tutto è regolato dal caso, allora non regolarti a caso anche tu. Il saggio infatti, ha costantemente presente il tutto. Diventeremo mai un poco più saggi?

Michil Costa

www.laperlacorvara.it


*Pierre Hadot, “Esercizi Spirituali e filosofia antica”, Piccola Biblioteca Einaudi
**Romano Prodi, La Stampa, 15/03/2020

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