28 Aprile 2020

Prendiamoci per mano

Di michilcosta

Il fato, o anche la necessità, è adorato e riverito alla pari di una divinità. Il suo nome è Ananke, ha un santuario a Corinto, è Madre delle Moire di Platone, ne parlano San Paolo e Dante, tanto per fare due nomi, e anche il Pascoli la cita quando dice “una soave Ananke ci conduce”. Si tratta comunque di un’inevitabilità divina, creata dall’unione tra la Terra e l’Acqua, avvolta come un serpente col Tempo che ancora oggi, nolens volens, determina le nostre vite. Se nella polis divina equilibrio e correttezza regnano sovrani, ora anche noi abitanti di questo maltrattato pianeta potremmo sperimentare la giustizia perfetta, – che parolone! -; di certo il momento è propizio!

L’Ananke contemporanea si espande dappertutto in modo incessante, attraversa frontiere e oceani. Va dentro nella polis come un fluido, un’inarrestabile marea. È qualcosa di continuo. E ci vuole un bacillo a disorientarci per riuscire non solo a capire, ma a comprendere? La vera comprensione è “penetrazione”, cioè accedere alle cose, vedere le cose nella loro vera natura. A non volere o non poter comprendere ci si muove in un vicolo buio, cieco; da ciechi diventiamo ignoranti, e l’ignoranza è la radice dei mali, è la falsa visione. Può essere quindi che sia questo il momento da cui ripartire con maggiore attenzione, più cura, più democrazia globale. Può essere che sia questo il momento per vederci chiaro, orientarci in questo fato dal quale ci siamo fatti colpire.

In una perfetta democrazia si regna insieme, o anche prima l’uno e poi l’altro. Ora regna il bacillo, a continuerà a seminare ancora morte e distruzione, e noi ora dovremo inventarci politici nel senso più alto del significato. Via dalle specializzazioni economiche, dobbiamo ricomporci come mondo compatto, e così anche ripensare il nostro concetto di ospitalità.

Apriranno gli alberghi e noi albergatori e rappresentanti della cultura dell’ospitalità, dobbiamo condurre Ananke per mano facendole vedere anche altre possibilità di esistenza su questo mondo. Una parte degli ospiti cercherà la via per una vita più contemplativa e meno competitiva, se non per tutta l’esistenza, almeno nel periodo in cui è nostro ospite. Pensiamo ad alternative di accoglienza, che pongano al centro l’essere umano e il suo benessere non solo fisico, ma anche e soprattutto spirituale. Gli spazi di ospitalità vanno ripensati, valorizzati in modo diverso, più ampi, più distanti ma non per questo meno accoglienti, anzi forse proprio per questo più esclusivi. È il momento di provare ad avvicinarci alla saggezza, di dare sfogo al lato intellettuale, alla qualità della mente, a tutta la nostra creatività. Proviamo a vederci chiaro facendo proiezioni e trovando idee innovative senza la paura di sbagliare.

Non mi piace il prezzo così basso del petrolio, sarà un incentivo a continuare a inquinare. Mi piace molto il successo dei corsi online, che dimostrano la voglia di andare avanti, di mettersi in gioco e non fermarci davanti a una crisi.

Sarà una nuova Ananke a guidarci, a spronarci, a fare emergere in noi la creatività e la fantasia. Anche se dopo si sapeva tutto prima, anche se si stava meglio dopo e anche se come dice Davigo: siamo tutti colpevoli ancora da scoprire.

michil

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