10 Giugno 2020

La spinta della crisi

Di michilcosta

Inutile cercare scuse: i cambiamenti sono incredibilmente faticosi. A volte sarebbe più comodo mettere la testa sotto la sabbia che affrontare un cambiamento. Più comodo sì, ma non più vantaggioso. Dobbiamo sfruttare invece l’opportunità, anzi, la necessità implicita in ogni cambiamento. Come? Ponendoci le giuste domande.

Provare a capire se facciamo le cose correttamente, senza panico e senza critiche eccessive, è un modo costruttivo per affrontare la crisi e carpire il cambiamento. Solamente facendo un’analisi approfondita di noi stessi e delle nostre azioni, senza timore di fronte a ciò che esse ci riveleranno, possiamo riuscire a capire se le peculiarità che abbiamo possono essere utilizzate ancora meglio.
Il compito importante che abbiamo è quello di trovare rimedio alla sensazione di perdita di controllo – una sensazione “normale” in questo momento -, che ci pervade.
In termini imprenditoriali, passata l’emergenza tra mascherine, distanze varie e restrizioni, l’unica via d’uscita dalla crisi sarà un potenziamento di ciò che sappiamo già fare bene, a cui si aggiunge il perseverare nella propria missione. Se prima di a.B. (scrivere a.C. o d.C. mi sembra un po’ blasfemo, opto quindi per a.B. che sta per anteBacillo e d.B. che sta per dopoBacillo), l’Italia era un paese accogliente, oggi possiamo e dobbiamo esserlo ancora di più. Non perdiamo l’occasione che ci pone questa crisi.
Non perdiamoci per esempio nell’uso di parole comuni e tanto in voga, dalla sostenibilità allo stare insieme, dall’igiene all’importanza dell’ambiente e via dicendo. Le parole hanno un valore, vanno scelte con cura e parsimonia, e a volte, più che pensare a comunicare, dovremmo pensare ad agire, anche in silenzio ma concretamente. È questa la vera forza di una crisi: diventare più forti di quello che eravamo. La crisi non è solo un’occasione per rivedere o rafforzare il profilo aziendale, bensì per dare più sostanza a un nostro stile di vita, per ridare valore alle parole che usiamo e alle azioni che compiamo.

La persona al centro è uno dei nostri tre valori aziendali. E allora oggi più come mai, come non pensare alla nostra fondazione di famiglia, la Costa Family Foundation? I segnali sono evidentissimi: il centro del mondo si ri-sposterà verso Oriente. L’Europa ri-diventerà una succursale dei grandi imperi orientali. Noi avremo il compito di relativizzare la nostra posizione, di riformulare i nostri valori. La solidarietà, pensare agli altri, ci permetterà di affrontare meglio il futuro.
Essere responsabili è un altro dei nostri tre valori. In Europa il calcolo di un’impronta CO² diventerà un trend prima e un obbligo poi. Le persone vogliono sentirsi più responsabili, e noi dobbiamo dare loro la possibilità di esserlo. Come? Riflettiamoci. Presto un calcolo CO², una Carbon-Tax, un aumento delle spese di viaggio in relazione alle emissioni che provoca, diventerà una necessità. Una cosa sappiamo per certo: tutto questo non sarà un ostacolo per i nostri ospiti, bensì un incentivo a viaggiare in modo più consapevole. Le persone, con il tempo, riprenderanno a volare, volare però costerà di più e chi potrà permettersi prezzi più alti si permetterà anche di pagare una tassa per l’inquinamento.
Il periodo è cupo nel settore turistico, ed è assai probabile che lo diventi ancor più in autunno. Cerchiamo di affrontarlo con leggerezza. Leggeri non come una piuma, ma come una cinciallegra che vola fermandosi sul ramo e sfringuella con il dirimpettaio. Non una leggerezza superficiale, bensì un planare sulle cose dall’alto. Non avere macigni sul cuore. Di leggerezza è lastricata la strada che porta all’ascesi autentica. Si pensi ai grandi illuminati, a San Francesco, ai buddhisti. Essere ragionevolmente semplici e leggeri nel vivere il nostro lavoro con una passione disinteressata. Di leggerezza è pure fatto l’amore vero, duraturo, autentico. E tornando al valore delle parole: non parliamo più di passione, vi prego, ma di energia.

La passione giustifica, la passione assolve, la passione discrimina. Proviamo a tornare semplici e concreti. Camminare senza interessi nascosti, usare parole leali, in base al valore e spessore che hanno realmente. Senza mistificazioni né strumentalizzazioni. Pane al pane, vino al vino. Più schiettezza, più leggerezza. Di vivere consapevoli e sorridenti della vita che stiamo vivendo. Essere leggeri e belli come una rondine che fonde l’aria. Ce lo possiamo permettere. Ce lo dobbiamo permettere. Prima che sia troppo tardi.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.