2 Marzo 2021

Vivere con quello che abbiamo, non con quello che ci manca

Di michilcosta

Piansi quando Barack Obama venne eletto presidente degli Stati Uniti. Gioii quando conferirono il premio Nobel ad Aung San Suu Kyi. Poi però Obama non si rivelò essere il salvatore e la leader birmana, dopo aver tollerato le violenze dei militari contro la minoranza musulmana, è stata deposta. Ma i prodigi si avverano! Ai vertici del Wto c’è oggi Ngozi Okonjo-Iweala, un’eroina del mondo intero, un’economista che ha rischiato la vita per la sua crociata contro la corruzione. È lei che proverà a contrastare la forte espansione cinese in Africa. Ed è la nuova rinata America che aiuta il ventre molle del pianeta.

In Italia la domanda da un milione di dollari non può che essere: riuscirà il nuovo messia gesuita (ma non ancora santo) “a riordinare la città conducendola dalle troppe ingiustizie a un giusto modo di vivere?”, come disse Platone. È lui, come lo era Socrate, l’uomo più giusto tra quelli del suo tempo? Credo che il chiarissimo professore non salverà nessuno, forse potrà evitare che finiscano all’inferno anche gli ultimi giusti. “Todo modo para buscar la voluntad divina” è il motto dei gesuiti. Ogni mezzo per cercare la volontà divina.

Il compito è arduo, perché gli esseri umani non amano il cambiamento e, di fronte alle novità, reagiscono con l’aggressività. “Venghino siori venghino, che più gente entra e più bestie strane si vedono”: aveva ragione l’uomo del circo.  Però avere un governo è cosa buona e giusta ed è un miracolo partire con democratici e leghisti che bevono un caffè insieme, la Gelmini che bacia il bel rospo grillino che tanto gracchia, mentre il suo collega ha un ministero importante, e qualcuno qualche rospo dovrà ingoiarlo. E la mente vola verso il memorabile discorso di Craxi sui “rospi democristiani da inghiottire”.

L’8 marzo Draghi ha detto di non perdere un attimo, non lasciare nulla di intentato, compiere scelte meditate, ma rapide. Riuscirà il professore a vestire i panni del domatore dello zoo e a favorire la mutazione genetico-politica, trasformando gli euroscettici in europeisti convinti? Riuscirà Draghi a difendersi dai tiranni sovranisti, imponendosi con la sua pacatezza a chi vorrebbe erigere muri sull’esempio di Trump? Riuscirà il keynesiano, politico nobile, ad imporre una transizione ecologica cingolata, ad evitare che le belle parole green si perdano nel vento transitando così davanti a masse distratte e disinteressate? Riuscirà a imporsi contro le banche che speculano sugli asset fossili? Con la transizione non varranno più nulla, e un fallimento degli istituti verrebbe accettato dal sistema bancario? Avremo il coraggio di ammettere che l’auspicato sviluppo digitale è un grande emettitore di CO2 e che il 5G, eccezion fatta per reparti specifici, come la salute o per la Difesa non deve avere la precedenza? Draghi parla di atlantismo, dando una stoccata a chi strizza l’occhio a Putin, insegnandoci che possiamo tornare ad essere attenti osservatori del mondo. Spero tanto che il professore gentiluomo, che trasmette fredda luce e buoni pensieri e che tanto di ambiente ha parlato, pensi davvero anche a far maturare naturalmente le fragole.

Riuscirà la politica a non continuare a produrre incrostazioni come i cirripedi sullo scafo delle navi? Il presidente vuole rimettere in linea di galleggiamento un’imbarcazione che ancora non è al sicuro, un’arca di Noè con a bordo le creature più strane, come il transatlantico di Montecitorio. La nostra politica è uno zoo, speriamo che le belve feroci non facciano scappare il domatore. 

Non basta essere leggeri più di una piuma, come un’aquila che vola alta a scrutare limpidi orizzonti. Non possiamo accontentarci di attendere. Dobbiamo appellarci alla nostra responsabilità personale (non individuale). No, non basterà svernare e guardare limpidi orizzonti. Ciascuno di noi è chiamato a qualcosa di più, a contribuire con le proprie capacità, con i doni che ha, con le relazioni che ha costruito nel tempo per immaginare e co-creare nuovi modelli civili, sociali, imprenditoriali. C’è bisogno di alimentare un’intelligenza collettiva che superi la fantasia dei singoli.

Respiro fiducia. E allora andiamo avanti con Speranza e Brunetta pregando per il Papa, per Draghi e angeli. Male non farà.

Michil Costa

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